Alexandrowka

La colonia russa Alexandrowka è un complesso residenziale e monumentale a nord del centro di Potsdam, capoluogo del Brandeburgo in Germania.
Federico Guglielmo III, Re di Prussia, la fece costruire tra il 1826 e il 1828 per gli ultimi 12 cantanti russi di un'ex coro che contava inizialmente 62 membri. Grazie ai rapporti familiari e amichevoli tra le casate degli Hohenzollern e dei Romanov, la colonia fu costruita come monumento commemorativo dello zar Alessandro I, morto nel 1825.
In quanto parte del paesaggio culturale di Potsdam, la colonia fa parte del patrimonio mondiale dell'UNESCO dei palazzi e dei parchi di Potsdam e Berlino.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1806, l'esercito prussiano e sassone fu sconfitto dalle truppe napoleoniche a Jena e Auerstädt. Sconfitta da Napoleone Bonaparte nel 1812, la Prussia fu costretta a stringere un'alleanza forzata con la Francia contro la Russia.[1] Nello stesso anno, Napoleone diede avvio alla Campagna di Russia, che si concluse con la sconfitta dei francesi.

Degli oltre 1 000 soldati russi catturati dai francesi, 62 rimasero a Potsdam; da questo gruppo fu formato un coro, formalmente subordinato al 1º Reggimento della Guardia prussiana. In seguito alla Convenzione di Tauroggen, accordo di neutralità siglato il 30 dicembre 1812, Prussia e Russia si allearono contro la Francia[2] e la maggior parte degli ex prigionieri di guerra russi fu incorporata in un reggimento separato su richiesta del sovrano prussiano. Sotto un comando comune, truppe russe e prussiane, ex prigionieri di guerra russi ed ex disertori prussiani combatterono contro Napoleone, a partire dalla Battaglia di Lipsia. Nell'accampamento militare del Re, il coro degli ex prigionieri di guerra russi continuò a fornire intrattenimento. Le perdite tra i suoi ranghi furono compensate nel 1815 dal trasferimento di altri granatieri da un reggimento russo: lo zar Alessandro I non solo permise al coro dei soldati di rimanere in Prussia, ma trasferì anche sette granatieri al reggimento della guardia reale prussiana.[3]
Quando lo zar Alessandro I morì nel 1825, solo 12 di questi cantanti russi rimasero a Potsdam. Il 10 aprile 1826, Federico Guglielmo III emanò il seguente ordine:
«Questa è la mia intenzione, cioè quella di erigere un monumento duraturo in memoria dei legami di amicizia tra me e Sua Maestà il Santissimo Imperatore Alessandro di Russia, una colonia nei pressi di Potsdam, che intendo dotare di cantanti russi affidatimi da Sua Maestà come coloni e che intendo chiamare Alexandrowka.»
Nel 1827-28, i nuovi residenti si trasferirono nelle proprietà completamente arredate. Persino i giardini furono curati e ogni famiglia ricevette in dono una mucca. Ai coloni non era permesso vendere, affittare o ipotecare le proprietà, ma potevano trasmetterle ai discendenti maschi.

Una chiesa ortodossa russa commemorativa, dedicata ad Aleksandr Nevskij, fu costruita su un colle nelle vicinanze e venne consacrata nel settembre del 1829. Accanto alla chiesa sorse il quattordicesimo edificio residenziale, che fu occupato dal footman Tarnowsky, proveniente dalla Russia.[4]
La colonia era di proprietà privata della Casata degli Hohenzollern fino all'espropriazione avvenuta del 1926, ma era amministrata militarmente dal 1º Reggimento di Fanteria della Guardia. Solo dopo lo scioglimento del reggimento nel 1919 la casata degli Hohenzollern assunse anche la gestione del sito. I precedenti regolamenti reali riguardanti i diritti e i doveri dei residenti rimasero in vigore fino al 1945. Cambiamenti fondamentali nello status giuridico della colonia e dei suoi residenti si verificarono nel 1945 con la gestione della Zona di occupazione sovietica e, successivamente, nel 1949 con l'istituzione della Repubblica Democratica Tedesca. Dalla riunificazione tedesca, la maggior parte delle case è di proprietà privata.[2]
L'ultimo cantore morì nel 1861. Nel 1927, 100 anni dopo la fondazione della colonia russa, erano rimaste solo quattro famiglie e, dopo la riforma agraria, solo due famiglie discendenti dirette dei primi cantori. Nel 2008, l'ultimo dei discendenti diretti della famiglia Schischkoff morì nella colonia.
Layout e architettura
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Seguendo due progetti completamente diversi, il direttore del giardino Peter Joseph Lenné diede all'intero sito la forma di base di un ippodromo con una croce di Sant'Andrea intarsiata, all'incrocio della quale sorgeva la Casa del Sergente. Questo progetto fu realizzato sotto la direzione del giardiniere di corte Johann Georg Morsch il Vecchio.
I progetti per gli edifici erano interpretazioni prussiane di un disegno dell'architetto italo-russo Carlo Rossi, che nel 1815 aveva progettato un villaggio "tipicamente russo" per la vedova imperatice Luisa Maria di Baden nel parco di Pavlovsk a San Pietroburgo. Rossi aveva consegnato uno schizzo del complesso al re prussiano nel corso della sua visita a San Pietroburgo nel 1818. Artigiani militari di tutti i reggimenti della guardia prussiana costruirono le case a graticcio con tronchi di legno semicircolari sulla facciata, che davano l'impressione esterna di capanne di tronchi russe. L'idea di questa misura di risparmio venne al comandante della Divisione Pionieri della Guardia, il Capitano Snethlage, che aveva già lavorato a una precedente, autentica capanna di tronchi basata sul progetto di Rossi.[5]
L'insediamento è costituito da un totale di dodici fattorie, le cui case indipendenti con tetto a due falde sono a uno o due piani. Tra queste, si distinguono la Casa del Sorvegliante a due piani senza un grande giardino, e una casa vicino alla chiesa in cui il sorvegliante della Sala da Tè reale viveva al primo piano.
Seguendo il modello russo, i tetti delle case dovevano essere ricoperti di paglia, ma l'adattamento prussiano propense per un tavolato in legno, sostituito poi da una copertura in ardesia alla fine del XIX secolo. Ogni fattoria è composta da un edificio residenziale con balcone e loggia, collegato a una piccola stalla tramite un portale coperto.[6]
Nel gennaio 2005, il Museo di Alexandrowka ha aperto nella casa n. 2 della colonia, offrendo ai visitatori una panoramica sulla storia e l'architettura delle case in tronchi. Il museo illustra i metodi di costruzione e presenta numerosi pannelli che spiegano la storia di questo insediamento.[3][6]
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Planimetria di Peter Joseph Lenné, 1826
- Fontana all'incrocio delle vie del complesso
- Una casa del complesso, tra il 1928 e il 1944
- Il Museo Alexandrowka
- La casa n. 8
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Hecker-Kalesse
- 1 2 Altendorf
- 1 2 (EN) Museum Alexandrowka, su alexandrowka.de. URL consultato il 7 ottobre 2025.
- ↑ (DE) Alexandrowka - Das Gotteshaus der Russischen Kolonie im Norden Potsdams, su alexandrowka.de. URL consultato il 7 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2013).
- ↑ (EN) Russian Colony Alexandrowka in Potsdam, su fromplacetoplace.travel. URL consultato il 7 ottobre 2025.
- 1 2 (DE) Russische Kolonie Alexandrowka, su potsdam.de. URL consultato il 7 ottobre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (DE) Bettina B. Altendorf, Die russischen Sänger des Königs und die Kolonie Alexandrowka in Potsdam, Berlino, Hendrik Bäßler, 2004, ISBN 3-930388-33-2.
- (DE) Elke Blauert, Alexandrowka und die Verbindungen der Dynastien, in Matthias Wemhoff e Alexander Lewykin, Russen und Deutsche - Essay-Band: 1000 Jahre Kunst, Geschichte und Kultur, Petersberg, Imhof, 2012, pp. 226–233, ISBN 978-3-86568-803-3.
- (DE) Wolfgang Fabian, Potsdam. Die Stadt, die Könige und ihre Bewohner, Berlino, Vision Verlag, 1997, ISBN 3-928787-15-2.
- (DE) Anja Hecker, Glasowo bei Pawlowsk. Carlo Rossis Projekt eines russischen Parkdorfes – Vorbild für die Alexandrowka in Potsdam?, Berlino, Università Tecnica, 2003, ISBN 3-7983-1937-5.
- (DE) Anja Hecker e Andreas Kalesse, Die russische Kolonie Alexandrowka in Potsdam: Zum Forschungsstand, in Jahrbuch für brandenburgische Landesgeschichte, n. 54, 2003, pp. 201–218.
- (DE) Hermann A. Kremer (a cura di), Museum Alexandrowka. Die Geschichte der Kolonie Alexandrowka von der Entstehung bis zur Gegenwart, Potsdam, Fondazione Kremer di Potsdam, 2005, ISBN 3-9809706-1-2.
- (DE) Thomas Sander, Abgebrannt. Zwischen Rock und Stiefeln - Die Malaise des Johann Schischkoff, Potsdam, Museo Alexandrowka, 2009.
- (DE) Waltraud Volk, Potsdam. Historische Straßen und Plätze heute, Berlino, Verlag für Bauwesen, 1993, ISBN 3-345-00488-7.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (DE) Museum Alexandrowka, su alexandrowka.de. URL consultato il 6 ottobre 2025.
- (DE) Russisches Kolonistenhaus, su denkmalschutz.de. URL consultato il 6 ottobre 2025.
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